P R O G R A M M A

  • 1- modifiche alla Carta costituzionale;
  • 2- sicurezza;
  • 3- ambiente;
  • 4- risorse;
  • 5- lavoro;
  • 6- sanità;
  • 7- casa;
  • 8- rapporti interreligiosi;
  • 9- giustizia;
  • 10 - rapporti con lo Stato Città del Vaticano
  • 1– MODIFICHE CARTA COSTITUZIONALE

    Naturalmente, il primo impegno che si dovrà affrontare sarà quello di rendere attuale e più in linea con una Repubblica di tipo Federale la vigente Costituzione a cominciare da una modifica dell’Articolo 120 della stessa.
    Così come è formulato, tale Articolo, quanto meno ai principi generali, non concede alle diverse Regioni di operare una effettiva difesa e di porre in essere tutte quelle attività volte a curare i primari interessi degli abitanti delle medesime.
    Soprattutto vengono ostacolati gli interventi di carattere assistenziale, sanitario, sociale e tutti quelli basati sul riconoscimento delle emergenze locali che possono essere effettivamente risolti e tutelati dai rappresentanti politici eletti tra i cittadini dimoranti nelle diverse realtà regionali. Fino ad ora, si è osservata una carenza di forze politiche agganciate al territorio, esclusa la realtà particolare ed unica nel suo genere dei rappresentanti della Lega Nord che per primi, e di questo dobbiamo lealmente dare atto, hanno avuto il coraggio di affermare ad alta voce che solamente una Forza Politica locale è in grado di tentare di risolvere tutti quei problemi e quelle emergenze misconosciute e, molto spesso, ignorate da una lunga serie di politici e di compagini politiche che hanno operato, come la Storia e la Magistratura hanno dimostrato, ad esclusivi interessi di Partito piuttosto che del Popolo.
    Proprio sull’esempio, positivo, offerto dalla Lega Nord e dalle altre realtà locali che ne hanno seguito le orme, come in Sicilia, NOI di LAZIO FEDERALE intendiamo sviluppare i programmi di tutela e di sviluppo per gli abitanti della nostra Regione.
    Fatta questa premessa possiamo, di conseguenza, proporre la seguente modifica all’Articolo 120 della Costituzione così da allinearlo a quanto più a cuore dei cittadini non solo del Lazio ma anche delle altre Regioni che potrebbero, in futuro, comporre un moderno Stato Federale:
    “ Ogni Regione potrà istituire dazi d’importazione, di esportazione o di transito sia fra le altre Regioni che verso gli Stati che facciano parte o meno dell’Unione Europea o delle Nazioni Unite. Potrà adottare ogni strumento atto a proteggere il proprio territorio ed i Cittadini che vi abitino, transitino o dimorino anche saltuariamente. Potrà imporre limitazioni all’esercizio di arti, lavori o mestieri che possano essere in distonia con lo Statuto, le Norme, gli Usi ed i Regolamenti della Regione o che siano contrari alla pubblica decenza salvo che vengano esercitati in aree allo scopo ben determinate e che siano costantemente vigilate dagli Organi di Sicurezza nazionali, Regionali o Locali.”
    Altra modifica che si ritiene, di conseguenza necessaria, onde garantire il libero esercizio delle Norme e dei Regolamenti di ogni Regione sarà, quindi, la modifica dell’Articolo 124 della Costituzione che potrebbe essere così opportunamente modificato:
    “ Un Commissario di Governo potrà essere incardinato presso il Governo Regionale e avrà le funzioni di coordinamento tra il Governo Regionale e quello Nazionale in tema di verifica contabile ed amministrativa circa le quote nazionali e regionali. Il Commissario di Governo non potrà esercitare alcun veto sulla promulgazione delle normative espresse dalle Regioni e non potrà disporre degli Organismi di Sicurezza delle singole Regioni.”
    Per quanto riguarda, infine, l’Articolo 126 della Costituzione, questo potrebbe essere anche esso opportunamente modificato in modo da garantire ai Governi Regionali la massima libertà legiferatrice nei settori di specifica ed esclusiva competenza dei quali, comunque, non potrebbero mai essere soggetti a modifica la forma democratica e repubblicana dello Stato, le normative generali civili e penali, le attività di difesa attiva e passiva dell’Unità Nazionale, le attività delle Forze di Polizia e delle Forze Armate della Repubblica Italiana.
    Con l’esperienza che nel tempo andrà a vantaggio delle realtà Regionali e di quella Nazionale comporterà le novellazioni che, per conseguenza delle modifiche dell’Articolo 120 e della sua costante applicazione nel tempo e nello spazio, dovranno essere applicate all’Articolo 127 della Costituzione.

    PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    Siamo fermamente convinti che il Presidente della Repubblica debba effettivamente essere il rappresentante di tutto il Popolo e non una figura di ripiego (tipo “il male minore”) oppure l’espressione di una, più o meno larga, intesa tra gruppi politici: in semplici parole, il Presidente DEVE essere eletto direttamente dal Popolo.
    I sistemi di elezione possono essere mutuati fra quelli in uso presso molti Stati esteri.
    I candidati dovrebbero proporre un sistema di governo che verrebbe, di conseguenza, analizzato dagli elettori che, in ultima analisi, saranno coloro che indirizzeranno la Politica Nazionale.
    Le spese della campagna elettorale non dovranno MAI gravare sul bilancio nazionale ma essere finanziate dai gruppi che sosterranno i diversi candidati che DOVRANNO, quindi, autofinanziarsi.
    Le imprese radiotelevisive di proprietà pubblica dovranno garantire, in ogni fase del confronto elettorale, la più trasparente condizione di presenza dei diversi candidati con modalità di rotazione di orari e di tempi che assicurino l’ottimale equilibrio di apparizioni che, al termine di ogni fase elettorale, dovranno essere ugualmente ripartite tra tutti i candidati.
    Le presenze dei diversi candidati sulle imprese radiotelevisive private, invece, dovranno essere improntate a criteri commerciali di esclusiva pertinenza delle varie emittenti nazionali e locali senza la possibilità di oscuramento o di censura da parte di chicchessia.

    POTERI del PRESIDENTE

    Il Presidente nominerà il Presidente del Consiglio e, d’intesa con quest’ultimo, i responsabili dei diversi Dicasteri e tutti gli altri componenti politici dei medesimi.
    Non avrà il potere di scioglimento anticipato né del Senato Federale né della Camera delle Regioni che dovranno poter completare il mandato in corso al momento dell’elezione del Presidente.
    Il Presidente del Senato Federale ed il Presidente della Camera delle Regioni conserveranno i poteri previsti dalla Carta Costituzionale.
    Manterrà i poteri di verifica sulle leggi proposte dal Senato Federale e dalla Camera delle Regioni che saranno promulgate dopo la sua approvazione. Non avrà alcun potere di controllo o di verifica sulle Leggi emanate dai Presidenti delle singole Regioni che avranno ambito di applicazione nei diversi territori regionali.
    Potrà nominare un senatore a vita per ogni anno di mandato; i Senatori a vita potranno essere nominati anche fra gli italiani che operano al di fuori dei limiti geo-politici nazionali.
    Potrà scegliere non più di un quarto dei componenti vacanti della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato; i rimanenti tre quarti verranno nominati dal Senato Federale, dalla Camera delle Regioni e dalle rispettive Magistrature di riferimento.
    Presiederà gli Organismi di Comando Nazionale delle FF.AA., nel caso in cui le stesse debbano essere costrette ad assumere un ruolo operativo nella difesa del territorio nazionale; potrà presenziare alle riunioni del Comando Supremo riunito dei Responsabili delle FF. di PP. Nazionali; le attività degli Organismi di Comando delle eventuali Risorse di Sicurezza Regionali saranno coordinate, invece, dai Presidenti Regionali.
    Ratificherà e promulgherà i giudicati e le norme emanate dall’Unione Europea in ambito nazionale.

    2 – SICUREZZA

    Il problema della Sicurezza della Regione Lazio deve essere analizzato da diverse angolazioni in quanto dobbiamo considerare che nel Lazio insiste la Capitale politica dell’Italia che, parafrasando Omero, infiniti problemi adduce ai suoi abitanti, e che, con il suo interland, complicato anche dal territorio di un altro Stato, propone delle variabili di intervento e di operatività tra le più complesse.
    Ci sono poi le altre Province, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo che hanno ciascuna una sua identità di particolare spessore che abbisognano di una serie di interventi mirati, diversificati e specifici.
    In linea generale si deve premettere che il personale delle diverse Forze di Polizia presenti attualmente sul territorio DEVE essere preparato in modo specifico e certamente con particolare attenzione allo scopo di poter affrontare con la migliore professionalità sia le normali attività di Istituto e di contrasto alle diverse forme di criminalità ordinarie, politiche e finanziarie, sia alle costanti sfide internazionali che hanno operato e che potrebbero ancora operare nel Nostro Capoluogo di Regione.
    Non è certo questa la sede dove analizzare con certosina attenzione le diverse problematiche ma, in linea generale, possiamo affermare che i Cittadini di Roma e del Lazio chiedono alle Forze di Polizia una particolare, alta professionalità e una determinazione al contrasto dell’antigiuridicità che sia in linea con l’importanza sia della Capitale d’Italia, sia del Capoluogo di una delle Regioni più industrializzate dell’intera penisola italica.
    Il cittadino del Lazio, culla del più importante e sviluppato Impero dell’area Mediterranea, ha offerto ed offre costante impegno sociale, ha sviluppato e sviluppa luminoso esempio di tolleranza e di accoglienza, ha assicurato ed assicura sostegno alle Forze dell’Ordine ma chiede, giustamente, che le Forze di Polizia e le loro naturali concorrenze attuali e future siano in grado di intervenire con la più alta professionalità in tutte le diverse circostanze in cui vengano chiamate ad operare.
    Come più volte ripetuto sia in questa sede che negli interventi fin qui sostenuti, deve essere chiaro che gli appartenenti alle Forze di Polizia ed alle Forze Armate vengono dal Popolo, operano per il Popolo e che hanno giurato fedeltà al Popolo e che il benessere e la serenità dei loro genitori, dei coniugi, dei figli dipendono, in via primaria, dalla Loro dedizione al dovere e dal rispetto del Loro datore di lavoro che è sempre e comunque il Popolo e non il politico del momento.
    Una delle tante ricette che possiamo offrire per un miglioramento delle attività, sia di prevenzione che di repressione dell’antigiuridicità (soprattutto in funzione di controllo del territorio) è certamente quella di incrementare la distribuzione, sul territorio del Capoluogo di Regione e delle altre Città del Lazio, di strumenti di verifica a controllo remoto la cui dislocazione non potrebbe che migliorare la distribuzione dell’elemento umano e, di conseguenza, la sua visibilità e la prossimità verso il Cittadino.
    Dopo approfondita riflessione e confronto, non condividiamo l’opportunità circa una devoluzione di proventi amministrativi agli operatori delle Forze di Polizia perché tale strumento potrebbe indurre qualcuno ad attivare una caccia all’uomo che potrebbe comportare una esasperazione ed una rilevante conflittualità sociale ed amministrativa tra il cittadino-datore di lavoro e l’operatore della sicurezza-prestatore d’opera.

    3 – AMBIENTE

    I problemi connessi alla valorizzazione, allo sfruttamento, alla conservazione dell’ambiente, culla e risorsa dei cittadini del Lazio, debbono essere affrontati distinguendo tra le diversissime specifiche dell’ambiente stesso.
    L’ambiente non è solamente costituito dal lido marino, dalle aree boschive, dalle zone colte o incolte che siano, ma anche dallo sviluppo delle aree urbane, da quelle industriali e dalle aree di raccolta e smaltimento o trasformazione del prodotto di risulta degli insediamenti umani ed industriali. Le problematiche, quindi, investono il territorio, le aree utilizzate per la raccolta, conservazione e utilizzo delle risorse idriche, i necessari polmoni verdi all’interno ed all’esterno dei centri abitati e finanche le aree incolte che potrebbero essere utilizzate per ottenere risorse ambientali da sviluppare nell’interesse delle diverse comunità ed industrie.
    Fondamentale è la conoscenza dei bisogni dei cittadini, la ricognizione del territorio, lo studio delle risorse disponibili e di quelle ottenibili nonché la previsione dell’impatto sulla natura che lo sviluppo industriale o tecnologico potrà andare ad incidere sull’ambiente medesimo cercando di ottimizzare le iniziative tecniche con il futuro della natura.
    Solo una entità politico culturale, che si sia sviluppata sul territorio interessato dall’analisi di cui sopra, potrà appieno comprendere e valutare le iniziative che tengano presenti e connubino ambiente presente e futuro di una determinata area geografica e politica insieme: solo un movimento politico agganciato ad un territorio ben individuato potrà intervenire, con cognizione e sensibilità, nel modo ottimale per uno sviluppo armonico della Regione Lazio.
    E’ QUESTO IL NOSTRO INTENDIMENTO E LA NOSTRA FINALITA’.

    4 – RISORSE

    Conosciamo le opportunità e le possibilità che la Regione Lazio è e sarà in grado di offrire ai suoi Cittadini.
    Siamo nati ed abbiamo vissuto nella Nostra splendida Regione, esaltata da molti e vilipesa e denigrata da tanti, ma nessuno come NOI di LAZIO FEDERALE, che amiamo la Nostra Terra e stimiamo il coraggio, la tenacia e il senso dell’onore dei nostri concittadini, può volere così fortemente e così sinceramente il progresso e lo sviluppo di questo territorio e di coloro che lo abitano.
    NOI conosciamo i problemi, NOI conosciamo le risorse agrarie, del terziario, del mare, dell’industria, del commercio e soprattutto del turismo: ne conosciamo e ne studiamo ogni area, da quelle golenali a quelle terriere, da quelle industriali a marittime, da quelle commerciali a quelle turistiche. Solo una risorsa è ancora, in gran parte, da conoscere e, di conseguenza, da sviluppare: quella Archeologica.
    Un territorio che fin dalla preistoria è stato interessato dal movimento e dallo stanziamento dell’Uomo, dallo sviluppo di quello che è noto a chiunque, talvolta copiato ma MAI compiuto, quale fu l’Impero della Nostra ROMA, ha lasciato un’impronta che soltanto in parte ci è nota e questa lacuna dovrà essere colmata con l’impegno dei cittadini di Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo che dovranno mettere a disposizione la loro passione per la semplice conoscenza del loro territorio così da incrementare le nostre conoscenze e sviluppare quella immane risorsa del Lazio che è il Turismo.
    Risorse immense di ENERGIA sono pronte ad essere prodotte e utilizzate nella Nostra Regione, dalle Nostre Industrie,dalle Nostre Città, grandi e piccole, da coloro che abitano il territorio e anche, secondo NOI di LAZIO FEDERALE, con positive ricadute sia sui bilanci domestici che sull’abbattimento dei costi delle Nostre industrie.
    Una risorsa che dobbiamo difendere, infine, è l’essenza stessa e la esistenza nel tempo delle Nostre Provincie, dalla più grande, Roma, alle più ristrette ma non solo per questo neglette: RIETI, FROSINONE, LATINA e VITERBO sono “realtà” non solo geografiche ed amministrative ma composte da orgogliosi Cittadini dei quali l’intera Regione LAZIO si fa vanto. Queste “realtà” sociali non possono essere abbandonate ad un destino infame e vile: LE NOSTRE PROVINCIE NON SI TOCCANO e NOI di LAZIO FEDERALE le difenderemo ad oltranza.

    5 – LAVORO

    Anche in questa analisi, le condizioni di intervento vanno distinte da una generica valutazione effettuata sui grandi numeri oppure sulle necessità locali. In linea generale l’attuale situazione di potenziale sviluppo delle attività lavorative viene falsata dalla differenza che c’è tra le necessità e la formazione lavoro.
    Il costante incremento della formazione a finalità impiegatizia con una diffusa demonizzazione sociale delle attività artigianali ha e sta sempre più scompensando le forze lavoro nazionali, regionali e, seppur in minor misura, locali.
    Constatiamo una diffusa e frustrata aspettativa giovanile che si basa sulla ricerca di un lavoro intellettuale laddove le disponibilità sono sempre più scarse e tali resteranno guardando le possibilità di impiego dal punto di vista dell’età pensionistica. Al contempo constatiamo il diffondersi di attività artigianali ad opera delle forze lavoro immigrate che, però, non garantiscono una continuità di presenza e di azione in quanto il bisogno primario del lavoratore immigrato non sempre viene dichiarato dallo stesso come pure la decisa volontà di inserimento permanente nella società che lo riceve.
    Molto spesso il lavoratore straniero, a parte una obbiettiva disponibilità individuale, collabora nella società ricevente solamente fino al raggiungimento dell’obiettivo che si è prefissato e, una volta raggiuntolo, cessa la sua collaborazione per rientrare nell’area di provenienza.
    Questo comportamento assicura, nel breve-medio periodo, la disponibilità del lavoratore straniero che, però, una volta concluse le sue aspettative, interrompe una forma spesso importante di collaborazione sociale con conseguente perdita della professionalità acquisita che verrà sostituita con una nuova forza lavoro generica che avrà bisogno di tempo per specializzarsi e fornire uno standard accettabile di risposta alle necessità.
    A livello nazionale gli interventi andrebbero graduati con attività di cultura sociale facendo rialzare il concetto di attività scolastiche indirizzate verso le professionalità artigianali; operando una maggiore integrazione delle forze lavorative straniere nel tessuto sociale; sviluppando una specifica previdenza finalizzata al mantenimento dei lavoratori stranieri nel lungo periodo con la finalità ultima di garantire parità di trattamento previdenziale e pensionistico tra lavoratori nazionali e stranieri; valorizzando al massimo il lavoro artigianale magari assicurando uno specifico trattamento fiscale se la professionalità acquisita dal lavoratore viene da questi trasmessa ai propri discendenti.

    DEVE ESSERE OPERATA, COMUNQUE, UNA OCULATA AZIONE FISCALE A FAVORE DELLE ATTIVITA’ ARTIGIANALI COME PURE DEVE ESSERE AUMENTATA SUL TERRITORIO L’OPERATIVITA’ DELLA PREVENZIONE E DELLA VIGILANZA CHE GARANTISCA IL RISPETTO DELLA NORMATIVA ANTINFORTUNISTICA E INCIDA POSITIVAMENTE SUGLI INFORTUNI SUL LAVORO.

    A livello locale, per individuare le possibilità di intervento sul lavoro, si dovrà preliminarmente procedere ad una certosina ricognizione delle attività artigianali, commerciali e terziarie attive sul territorio e, quindi, sviluppare una strategia di interventi mirati a soddisfare, ove possibile, le aspettative della collettività assicurando, in via primaria, il futuro soddisfacimento delle richieste locali prima di operare con elementi, ancorché necessari, ma che siano esterni all’area investita.
    Naturalmente sarà necessario anche conoscere, almeno per grandi linee, lo sviluppo del territorio ipotizzando il recupero funzionale delle aree in via di trasformazione preservando la cultura, la storia industriale e garantendo la positiva trasformazione delle attività primarie, secondarie e terziarie che interessano il territorio in esame.

    6 – SANITA’

    Molti e tutti urgenti sono i problemi che affliggono non solo la Sanità del Lazio ma, purtroppo di tutta l’Italia e non si possiede la panacea per risolverli in questa sede.
    Uno degli interventi che riteniamo più urgenti è certamente quello di dare il massimo impulso alla medicina preventiva sia in ambito scolastico che in ambito lavorativo osservando, in via primaria, la normativa di cui alla Legge 626/84; specie in tema dell’utilizzo degli impianti informatici. Anche la contribuzione al Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe essere in armonia con il dettato dell’Articolo 53 della Costituzione Repubblicana; sarebbe auspicabile la possibilità per il Cittadino la deducibilità completa delle spese sanitarie purché documentabili: è deleterio che venisse fissato un limite alle spese sanitarie atteso che la SALUTE è una delle necessità assolute del Cittadino e che non può imputarsi se non al caso l’insorgenza di patologie naturali, salvo debite eccezioni nell’ambito delle tossicodipendenze.
    La Regione Lazio dovrà assicurare il sostegno sanitario, ospedaliero ed assistenziale ai PROPRI Cittadini indigenti, affetti da patologie di particolare importanza, agli inabili al lavoro ed a tutti i Cittadini ivi residenti che non dispongano di risorse economiche sufficienti a garantire non solo la mera sopravvivenza quotidiana ma, soprattutto, la possibilità di ottenere l’assistenza che il diverso stato di salute fisica, morale e mentale ne dimostri l’assoluta necessità. E’ auspicabile che venga stabilita una aliquota unica sociale per garantire ai cittadini del LAZIO meno abbienti un adeguato sostegno terapeutico ed assistenziale.
    Si dovrà procedere alla migliore monitorizzazione delle attività di supporto medico e diagnostico che vengono disposte dai Medici di Base allo scopo di verificare che le indagini siano il meno possibile invasive e che corrispondano alle effettive necessità dei Cittadini del LAZIO. Una parte cospicua della spesa sanitaria corrente viene impiegata per l’effettuazione di accertamenti diagnostici spesso superflui se non addirittura fuorvianti che, oltre ad ingenerare nel Cittadino del LAZIO sospetti immaginifici sul proprio stato di salute, comportano per la Sanità della Regione LAZIO degli enormi sacrifici economici a fronte di interventi ospedalieri spesso di ampia portata e che costringono il Cittadino del LAZIO ad estenuanti attese a fronte di risposte cliniche che, non essendo immediate, spesso sono superflue in ordine all’accertamento diagnostico. NOI di LAZIO FEDERALE abbiamo in animo di individuare, sia all’interno delle primarie strutture Regionali ospedaliere che all’interno delle strutture sanitarie, quanto meno a livello provinciale, delle strutture di controllo, a campione, che verifichino, a posteriori, se gli accertamenti diagnostici disposti dai medici di base abbiano avuto una effettiva corrispondenza tra lo stato clinico del paziente e l’adeguata risposta sanitaria in esito degli accertamenti svolti. L’esito degli accertamenti effettuati potrà comportare il risarcimento delle spese sanitarie non indispensabili.
    Oltre agli accertamenti disposti dai medici di base, dovranno altresì essere attentamente valutati da appositi organismi di controllo inseriti nelle strutture Regionali della Sanità pubblica, anche la pletora di accertamenti diagnostici disposti, pro domo sua, dai nosocomi operanti nella Regione LAZIO. In questo caso dovranno essere verificati gli interventi diagnostici svolti all’interno delle strutture sanitarie convenzionate con la Regione LAZIO per le quali vengono fin qui impiegate ingenti risorse. E’ pacifico che in caso di prolungamento di degenze non suffragate da obiettivi e riscontrabili necessità cliniche, le maggiori spese potranno essere imputate sia ai Direttori Sanitari responsabili sia ai Primari Ospedalieri e, in ultima analisi, anche al medico che ha disposto, per i più diversi motivi, degli accertamenti non direttamente corrispondenti ai Protocolli Sanitari delle diverse patologie. Dal punto di vista sanzionatorio NOI di LAZIO FEDERALE auspichiamo che, oltre il risarcimento economico delle spese incautamente o scientemente provocate, si addivenga a SANZIONI sia in ambito dei Consigli ed Albi professionali sia, se recidivati, in ambito Penale ed Amministrativo con, quale ultimo provvedimento, la rimozione dall’incarico ricoperto in ambito ospedaliero.
    I medici di base e quelli ospedalieri, nell’ambito delle rispettive professionalità, DOVRANNO frequentare specifici Corsi di Aggiornamento, in ambito clinico, farmaceutico o su basi informatiche allo scopo di assicurare ai Cittadini del LAZIO il più qualificato servizio sanitario possibile e garantire la immediata risposta clinica sia alle pandemie ed alle epidemie ricorrenti sia alle forme patologiche di emergente sopravvenienza garantendo, ai Cittadini del LAZIO, una adeguata assistenza professionale; in ultima analisi, NOI di LAZIO FEDERALE pretendiamo che le patologie dei nostri concittadini vengano affrontate al momento della diversa insorgenza evitando, come diretta conseguenza, spese sanitarie non necessarie ed evitando preoccupazioni infondate da parte dei Cittadini del LAZIO.
    Per quanto riguarda la medicina di prevenzione a sostegno delle fasce giovanili dei Residenti nella Regione LAZIO, si dovrà procedere con una attenta programmazione della prevenzione sia in ordine alle patologie derivanti dall’utilizzo dei sistemi informatici sia in ordine a TUTTE le patologie derivanti dall’assunzione, ANCHE IN ETA’ ADOLESCENZIALE, di STUPEFACENTI, SOSTANZE PSICOTROPE, ALCOOL e TABACCO che provocano, sia a breve che a lungo termine, una serie di patologie che hanno una grave ricaduta sulle spese Regionali e che causano deficit psico-fisici di eccezionale gravità con, in ultima analisi, patologie comportamentali anche criminali. Gli interventi di monitoraggio DOVRANNO essere svolti annualmente all’interno degli Istituti Scolastici ed i risultati dovranno essere analizzati immediatamente onde sottoporre le vittime dell’assunzione a tutte le cure mediche e psicologiche che verranno effettuate sia nell’ambito scolastico che all’interno dei nuclei Familiari. La futura casistica di intervento determinerà, ove necessario, quegli interventi di natura sociale che si riterranno utili per assicurare ai Cittadini del LAZIO la migliore convivenza sociale e limitare, per quanto possibile, lutti e menomazioni a carico sia dei giovani che della collettività tutta con potenziali ricadute sulle spese sanitarie della Regione LAZIO.
    In ordine alla problematica sociale e sanitaria dei servizi e dei sostegni a favore dei portatori di handicap, NOI di LAZIO FEDERALE proponiamo la creazione di specifiche strutture di verifica e controllo inserite sia in ambito provinciale che regionale, queste ultime con specifico carattere di statistica e controllo a campione, onde garantire che Solo i cittadini afflitti dalle menomazioni possano godere degli appositi strumenti di sostegno previsti dalle norme in materia. Dovranno essere disposti, anche in collaborazione con le strutture di vigilanza regionale e delle Forze di Polizia, saltuari o mirati accertamenti circa le effettive situazioni invalidanti di coloro i quali hanno ottenuto gli strumenti assistenziali nonché, a partire dal compimento di una determinata età anagrafica, specifici controlli circa lo stato in vita dell’assistito così da evitare sia spese superflue sia l’indebito utilizzo degli appositi indicatori di riconoscimento assegnati ai portatori di handicap ed ai loro familiari e/o collaboratori. Oltre alla rifusione delle somme eventualmente, indebitamente riscosse, i responsabili dovranno solvere una sanzione amministrativa pari, quanto meno, al quintuplo delle somme indebitamente percepite; i provvedimenti eventualmente disposti, dovranno essere comunicati, completi delle targhe di riconoscimento dei veicoli di proprietà dei soggetti colpevoli anche ai Corpi di Polizia Municipale affinché dispongano di verifiche e controlli circa i comportamenti posti in essere da dette persone in ordine ad eventuali violazioni alle norme di circolazione urbana; in questo caso i termini di prescrizione dell’attività sanzionatoria potranno essere variati a tutto il momento della cessazione in vita del soggetto familiare a favore del quale vennero erogati i benefici di legge in tema di portatore di handicap.
    Per quanto attiene l’edilizia sanitaria, NOI di LAZIO FEDERALE riteniamo debbano essere individuati specifici criteri per la costruzione o l’individuazione di specifici presidi sanitari a favore dei nostri concittadini rientranti nella categoria dei GRANDI ANZIANI. Le aspettative di vita hanno raggiunto limiti che, fino a poche decine di anni or sono, non erano né previsti né prevedibili. I Grandi Anziani sono di fatto una alta percentuale di Cittadini del LAZIO e corre l’obbligo per la Regione di prevedere ed armonizzare le strutture ospitanti che debbono essere ariose, salubri e corrispondenti alle esigenze della Regione. Il personale, sia medico che assistente, DEVE essere contraddistinto da capacità professionale, generosità, gentilezza e cortesia verso i NOSTRI concittadini che, dopo una lunga attività lavorativa hanno maturato sia il DIRITTO ad una serena vecchiaia sia il DIRITTO ad una assistenza continua e professionale in strutture che siano più una CASA che un Ospedale. Dovranno essere altresì previste tutte quelle forme previdenziali, assistenziali e sociali in base alle quali il Grande Anziano della Regione LAZIO possa organizzare sia il suo presente che il suo futuro: breve o lungo che sia. Le strutture di accoglienza dovranno altresì essere aperte in modo continuativo sia ai familiari dell’Ospite che alle altre realtà locali così da garantire al Grande Anziano che lo desideri il contatto umano e generoso con le altre componenti della Collettività delle quali egli è imprescindibile RISORSA. Le CASE di accoglienza dovranno avere inoltre adeguate strutture sanitarie di base e garantire al Grande Anziano immediate cure presso le stesse e, ove non possibile, nei nosocomi più prossimi. Le aree, sia di soggiorno che comuni, dovranno essere predisposte per una discreta ma necessaria attività di controllo e di assistenza anche con strumenti a controllo remoto. Le spese di accoglienza per i non autosufficienti o per gli indigenti dovranno essere posti a carico, ancorché parziale, di uno specifico Fondo di Solidarietà Sociale ripartito, su base proporzionale, su tutti i Cittadini che prestano il proprio lavoro o la propria professionalità in ambito Regionale. ONLUS ed Enti Morali potranno concorrere alle attività assistenziali a favore dei Grandi Anziani mentre non potranno operare Enti ed Organismi religiosi: in questo caso le spese di assistenza non potranno gravare sul bilancio della Regione LAZIO ma saranno defalcate dagli imponibili degli Enti medesimi; a livello Provinciale verranno individuati gli specifici organismi di controllo sia del livello qualitativo dell’assistenza prestata sia degli standard sociali e sanitari garantiti agli Ospiti. Saranno determinate le sanzioni amministrative, civili e penali a carico degli Enti che dovessero far venir meno l’assistenza basata su criteri obiettivi e di standard quanto meno Provinciale. Sarà possibile, per i Grandi Anziani che lo desiderino, su base volontaria e che ne siano capaci e giudicati idonei da specifici Organismi di Assistenza e Controllo, contribuire con attività lavorative individuali o collettive alle spese di assistenza e mantenimento: le attività culturali o di ingegno saranno di esclusiva pertinenza dell’Autore e, ove esistenti, dei suoi familiari. All’interno delle strutture di accoglienza, potranno esercitare attività di risparmio sia Esercizi di Credito che l’Ente Poste Italiane: i fondi raccolti, ove non disposto altrimenti dal risparmiatore, verranno devoluti, per Legge, ai fondi Regionali; vengono espressamente proibite le donazioni agli Enti di Gestione ed a soggetti terzi. Allo scopo di assicurare la massima libertà in tema di convincimenti religiosi e morali, all’interno delle strutture di accoglienza non potranno operare religiosi di qualsiasi ordine e grado; sarà possibile ai Credenti l’assoluzione in articulo mortis e, se non possibile altrimenti, la somministrazione in loco del Sacramento Comunitario. Per ciò che attiene, infine, il GRANDE ANZIANO che ha la proprietà di beni immobiliari o una pensione NON di tipo sociale ma che non dispone di alcun tipo di assistenza domiciliare diretta e continua e che intendesse rivolgersi alle strutture regionali, si potrà agevolmente creare un apposito Ente di Gestione che amministri nel modo migliore, da bonus pater familiae, i beni del GRANDE ANZIANO i cui proventi verranno versati in un conto nominativo dell’individuo, defalcati delle spese di mantenimento e gestione, il cui deposito verrà devoluto dal GRANDE ANZIANO a chi lui vorrà o agli eventi diritto se esistenti. Problema ulteriore anzi problemi ulteriori, riguardano i MALATI PSICHIATRICI ed i MALATI ONCOLOGICI TERMINALI per i quali ben poco, attualmente, offrono risorse e risposte gli Enti Pubblici; anche per costoro valgono, in linea generale, le osservazioni ed il programma di azione già esaminato per i GRANDI ANZIANI.
    Circa la possibilità di assicurare la ricerca sanitaria, potranno essere creati, all’interno degli Organismi Universitari regolarmente istituiti e delle Società Farmaceutiche, delle specifiche aree di ricerca medica il cui funzionamento non potrà gravare sulle spese sanitarie della Regione LAZIO. Nel caso in cui la preparazione professionale di soggetti possa garantire lo svolgimento di attività connesse con la professione sanitaria, la Regione LAZIO provvederà ad esercitare, a mezzo degli Organismi tecnici specifici o con la collaborazione dei diversi Corpi di Polizia, mirate attività di controllo e repressione di attività di settore. Nel caso in cui vengano individuati soggetti che dovessero esorbitare dallo svolgimento di proprie attività professionali questi verranno perseguiti con dissuasive ed esemplari sanzioni sia amministrative che penali; nel caso in cui un professionista medico dovesse aver offerto una specifica attività di copertura, questi verrà sanzionato sia con una ammenda uguale a quella del trasgressore sia con la sospensione da un anno a cinque anni dal proprio Albo Professionale e, in caso di recidiva, con la radiazione dall’Albo Professionale Regionale.

    7 – C A S A

    Questo è un problema direttamente interconnesso ad una serie di fattori che incidono sia sulle modalità di acquisizione che su quelle di fabbricazione e di politiche del territorio.
    Una delle maggiori incognite della distribuzione dei diversi moduli abitativi distribuiti sul territorio non è, come si potrebbe pensare, quello dell’organizzazione, della approvazione e della messa in opera dei diversi Piani Regolatori bensì della ASSOLUTA MANCANZA di mappe geologiche che individuino le problematiche del territorio.
    Manca nella quasi totalità, nella Nostra Regione, una mappa esattamente corrispondente ai rischi IDROGEOLOGICI che potenzialmente mettano in pericolo i nuclei abitativi, sia antichi che contemporanei che, soprattutto, futuri.
    NOI di LAZIO FEDERALE intendiamo attuare IMMEDIATAMENTE la più oculata politica del territorio prima formando e, quindi, facendo eseguire da almeno tre o più Gruppi di Studio e di Monitorizzazione a livello Provinciale degli accurati studi che verifichino i diversi rischi di stabilità degli immobili già censiti a livello comunale e delle aree dove gli attuali ed i futuri Organismi Comunali intendano attuare i Piani Regolatori. E’, non ce lo nascondiamo, un programma ambizioso e di lungo respiro che, però, potrà avere un sicuro tornaconto in termini di VITE salvate e di risparmi per le Risorse Economiche Erariali.
    Il territorio è stato violentato da decenni di disboscamenti, scavi, incuria e spinte politiche che hanno posto in gravissimo pericolo la Nostra Regione ed i suoi Abitanti.
    Persino le grandi Leggi della Repubblica Italiana come la Galasso e la Merli non sono né conosciute né applicate dalla maggior parte degli Amministratori della Cosa Pubblica per non parlare della farraginosità delle Norme riguardanti l’Area di Bacino del Tevere e delle coste marittime. Non parliamo, poi, delle costanti violazioni delle normative circa i limiti e le aree di rispetto previste dal Codice Civile in tema di aree boschive e di nuclei di civile abitazione.
    Quello che, in modo riduttivo, possiamo definire disinteresse se non, addirittura, ignoranza criminale ha provocato agglomerati di civili abitazioni dove il rischio di frane, smottamenti, alluvioni, pone in costante pericolo di vita sia persone che animali.
    Talvolta riscontriamo situazioni di allarmante degrado ambientale che dovrebbero, quanto meno, far studiare contromisure idonee ad affrontare situazioni di pericolo reale che vengono manifestamente ignorate per i più diversi motivi.
    NOI di LAZIO FEDERALE, per il tramite dei NOSTRI Amministratori a livello Centrale e Periferico promettiamo, e ci sembra il minimo, di attuare immediatamente tutti gli interventi di conoscenza del territorio onde variare o varare i Piani Regolatori dove la conoscenza della morfologia ed il rispetto per i NOSTRI Concittadini possano assicurare la massima difesa dei nuclei di civile abitazione per gli Abitanti della Regione LAZIO. Non abbiamo una bacchetta magica per risolvere anche il problema circa la spesa che comporta l’acquisto ed il mantenimento di un immobile ma proponiamo di calmierare almeno le abitazioni per le fasce di reddito più basse e di proporre la costituzione di Fondi amministrati dalla Regione ai quali i Cittadini residenti nel LAZIO possano chiedere dei Mutui ad interesse sociale che non superino, nella tipologia a tasso fisso, il massimo di un punto rispetto all’interesse legale.
    Sarebbe ottimale che le abitazioni di prossima costruzione fossero munite di impianti fotovoltaici che, oltre a garantire una auspicabile autarchia delle risorse per il riscaldamento e la produzione di acqua calda, contribuissero all’immissione delle eccedenze nelle reti commerciali elettriche della Regione LAZIO garantendo, di conseguenza, un alleggerimento dei costi di produzione a livello generale.

    8 - RAPPORTI INTERRELIGIOSI

    Il LAZIO tollerante, illuminato e di antica formazione, rispettoso del Panteon religioso, faro di tolleranza e di civiltà, non ritiene di dover instaurare contenziosi religiosi con gli ospiti che, sempre più numerosi, chiedono di vivere e di prosperare nella patria del diritto e della libertà in nome della tolleranza religiosa che discende dagli insegnamenti dei nostri progenitori dell’Impero Romano.
    Deve essere sottolineato che, comunque, una novellazione deve essere apportata sia per obbligatorio rispetto verso il dettato di cui all’Articolo 8 della Costituzione sia perché il LAZIO deve poter progredire anche in tema religioso: le Religioni sono tutte uguali davanti alla Legge.
    Ne discende che, nelle Scuole pubbliche della Regione dovrà essere impartito l’insegnamento circa la STORIA delle RELIGIONI che dovrà offrire la spiegazione, al massimo grado semplice, completa ed imparziale dei diversi Credi Religiosi diffusi nel Mondo, di quelle Dottrine e dei diversi, eventuali, sostegni scritti che costituiscono fecondo humus di maturazione e di ampia conoscenza e coscienza dei Popoli della Terra.
    E mentre, da parte dei Governanti e degli osservatori sociali del LAZIO dovrà essere garantito ed assicurato il massimo riserbo sulle problematiche delle altre Componenti della Repubblica Italiana e degli Stati, piccoli e grandi, che compongono il poliedrico soggetto pubblico internazionale, così, con la massima fermezza, dovrà essere proibito che i sudditi degli altri Stati si intromettano o commentino le Leggi Regionali e Nazionali, le politiche e le attività sociali della Regione LAZIO, dei suoi Cittadini e dei suoi Reggitori, sempre naturalmente a titolo di reciprocità.
    La libertà degli insegnamenti morali e sociali, l’indipendenza dei Cittadini della Regione LAZIO, le norme che regolano l’Ordine e la Pacifica convivenza dello stesso tessuto sociale, gli umani impulsi dei vincoli d’amore interpersonale, la consistenza medesima delle forme aggregative di base della Società non potranno essere oggetto di esame da parte di sudditi di Stati terzi soprattutto se espressi in aree pubbliche o al di fuori dei territori soggetti ad altre Entità politiche; NOI di LAZIO FEDERALE rispettiamo il nostro prossimo e non ci intromettiamo nelle problematiche morali o sociali di Entità terze e, in cambio, pretendiamo un prudente disinteresse sui problemi sociali, morali e legislativi della NOSTRA REGIONE.
    Le Entità religiose straniere saranno uguali a tutti i Cittadini del LAZIO sia per quanto riguarda l’obbligo di contribuzione fiscale sia per quanto atterrà la circolazione di persone, risorse e beni all’interno della Regione.
    Verrà garantita, dagli Organismi di Sicurezza Regionali e dalle Forze Armate e di Polizia della Repubblica Italiana, l’integrità territoriale degli Stati incardinati nel territorio Regionale nonché una oculata e ferma applicazione delle future normative circa il movimento, in importazione ed esportazione, di beni e risorse sui quali e sulle quali dovrà essere applicato il normale regime fiscale di settore con pieno diritto della Regione LAZIO di applicare, in caso di morosità o ritardato pagamento, tutti gli strumenti dissuasori normalmente applicati agli stessi Cittadini della Regione.
    In caso di gravi ed improcrastinabili necessità di ordine sanitario o di ordine pubblico, la Regione potrà operare nel modo che riterrà più opportuno per proteggere gli interessi delle cittadinanze e delle Istituti Regionali, d’intesa o meno con gli Organismi Politici Nazionali.

    9 – GIUSTIZIA

    Attualmente il problema della Giustizia è particolarmente sentito non solo dai Cittadini della Regione LAZIO ma anche dalle diverse componenti del Popolo Italiano.
    Le problematiche a livello regionale o locale afferiscono una massa di procedimenti civili e penali le cui ricadute sul singolo cittadino, imputato o parte offesa, non si differenziano da quelle degli abitanti delle altre Regioni.
    Per i contenziosi che riguardano i Cittadini del Lazio, probabilmente, il punto focale potrebbe essere individuato nei ritardi di intervento delle Magistrature Regionali della Corte dei Conti i cui problemi, comunque, dipendono dalla cronica scarsità sia dei componenti degli Organi Giudicanti, sia di quelli di supporto e di indagine.
    Riteniamo che, in atto, le problematiche della Giustizia nel microcosmo del LAZIO non siano difformi da quelle della Giustizia in Italia che esulano dalle competenze, sic stantibus rebus, degli Amministratori Regionali.

    10 – RAPPORTI CON LO STATO CITTA’ DEL VATICANO

    Alcune delle attuali problematiche con lo Stato Città del Vaticano sono già state sfiorate nel paragrafo inerente i rapporti inter-religiosi ma abbisognano, secondo NOI di LAZIO FEDERALE di alcune precisazioni che possano chiarire ed illustrare meglio l’attuale situazione che, non ce lo nascondiamo, sta facendo insorgere alcune incomprensioni con alcuni rappresentanti di grado elevato di tale STATO ESTERO.
    Una cosa che non si può sottacere è quanto è stato sopra enunciato: la Città del Vaticano è uno stato sovrano a tutti gli effetti incardinato nel territorio italiano in generale e nella REGIONE LAZIO in particolare.
    La Città del Vaticano, da un punto di vista di diritto internazionale, è un vero e proprio Stato come la Repubblica di San Marino o il Principato di Montecarlo; uno Stato con la sua lingua ufficiale, il suo sistema bancario, la sua moneta, il suo regime fiscale, il suo governo, la sua radio e televisione, il suo esercito, le sue Leggi ed un suo Capo che viene regolarmente eletto dai suoi Grandi Elettori e, quindi, del tutto simile alla Repubblica Italiana ed alla Nostra REGIONE LAZIO.
    Lo Stato Città del Vaticano, proprio come la Repubblica Italiana ha delle estensioni che godono del principio di extra territorialità ed ha anche, grazie a degli accordi storici stilati da due Capi del Governo Italiani, che si chiamavano Benito Mussolini e Bettino Craxi, delle cospicue agevolazioni fiscali e che gode, fino ad oggi, di particolari posizioni di privilegio economico che gli vennero via, via accordate.
    Non paga, se non in minima parte, le forniture di gas e di elettricità, non è soggetto alle normali tassazioni sull’utilizzo dell’etere, non è soggetto al normale pagamento delle accise sui carburanti e sul transito in importazione ed esportazione di generi di monopolio e di prodotti farmaceutici che, addirittura, non possono essere approvati o meno dagli appositi organismi italiani preposti alla salute pubblica, e che impone il costo del biglietto turistico per la visita ai suoi musei senza pagare le vigenti imposte previste per i musei italiani ed, infine, non è soggetto al pagamento dell’Imposta Comunale sugli Immobili a differenza degli altri proprietari di abitazioni.
    Questo particolare regime fiscale circa l’importazione e l’esportazione di beni e prodotti NOI riteniamo che sia non più sostenibile dalla Collettività Italiana e, soprattutto, dai Cittadini della Regione LAZIO.
    NOI di LAZIO FEDERALE ci proponiamo di procedere ad una revisione ed a una modernizzazione circa il transito, la fornitura e la commercializzazione di beni, prodotti e servizi onde garantire agli abitanti della Regione LAZIO tutti quei cespiti che sono dovuti armonizzando il commercio dello Stato Città del Vaticano con quello che si svolge nel territorio Regionale e questa misura di EQUITA’ FISCALE non potrà che apportare benefici sia alle risorse della Regione sia, per diretta conseguenza, un alleggerimento della pressione fiscale sul Contribuente residente nella medesima Regione.
    A prescindere poi da una certosina analisi del diritto all’esistenza di uno Stato sovrano che è lungi dall’essere analizzata, riteniamo che, A TITOLO DI RECIPROCITA’, sia da evitare ogni e qualsiasi ingerenza nei fatti, nelle Leggi, nelle decisioni e, financo, nella quotidiana convivenza dei Cittadini della Regione LAZIO da parte di SUDDITI dello Stato Città del Vaticano ai quali NON riconosciamo alcun titolo nell’esprimere consigli, più o meno, moralizzatori sulle scelte e sulla vita dei Cittadini della Regione LAZIO nonché circa le scelte politiche dei suoi abitanti, dei suoi Governanti e delle Leggi che regolano la pacifica ed ordinata convivenza territoriale con evidenti, futuri benefici nelle relazioni tra entità sovrana STRANIERA ed entità sovrana REGIONALE, soprattutto tenendo presente che i governatori della cosa pubblica Nazionale e della Regione LAZIO danno costante prove di discrezione NON ingerendosi nelle problematiche morali, economiche e sociali di detto Stato.-